Attacco alla Siria: diamo le pagelle ai politici italiani.

In questi giorni di tensione, l’Occidente a guida americana sta decidendo se bombardare o meno il “cattivo Assad”, presidente siriano che sta uscendo vittorioso dalla lunga e terribile guerra civile siriana, in realtà una guerra per procura – o come direbbe Papa Francesco I, una “guerra mondiale a pezzetti” – combattuta tra potenze di caratura mondiale (USA e Russia) e altre regionali (Iran, Arabia Saudita, Turchia, Israele, qualche “potenzuccia” residuale europea come la Francia) nell’appoggio a una o l’altra fazione in campo. Speriamo peraltro che la Storia, con la “s” maiuscola, voglia al più presto fare chiarezza sui traffici di denaro e armi di cui hanno sicuramente beneficiato i gruppi islamisti che per diversi anni si sono appropriati indebitamente di vaste porzioni del territorio siriano, seminando il terrore a piene mani tra la popolazione inerme.

Dicevamo,dunque, di un Assad vittorioso contro i suoi nemici, ormai prossimi alla sconfitta totale dopo la perdita della Ghouta orientale, la regione agricola nei sobborghi di Damasco dove si erano arroccati gruppi islamisti che da lì effettuavano attentati contro la capitale dell’odiato presidente dagli occhi di ghiaccio. In questo contesto, di fronte all’inevitabile trionfo delle forze governative, viene data in pasto al mondo la storia di cento civili che, secondo la vulgata occidentalista, sarebbero stati “gasati dal regime” in un attacco chimico contro postazioni di ribelli irriducibili. Sono seguite strane immagini di  “elmetti bianchi” – un’organizzazione umanitaria guidata in realtà da un ex militare britannico e con cospicui finanziamenti “made in Usa”, piuttosto intraprendenti con le telecamere e i social network – che soccorrevano i “civili colpiti da attacco chimico” e li lavavano con le canne da giardino (?), senza mascherine né guanti (??). L’ambasciatore russo all’Onu Vasily Nebenzia, rispondendo alle accuse di complicità del suo Paese all’attacco dell’animale Assad (copyright er pannocchia),  ha così replicato:

Dopo la liberazione di Douma dai terroristi, gli specialisti russi per la protezione biologica, radiologica e chimica sono giunti sul posto per la raccolta dei dati. Hanno prelevato campioni di terreno che non mostravano la presenza di qualsiasi composto nervino e cloro, hanno anche intervistato i residenti locali e gli ex militanti islamisti che hanno smesso di combattere, nessuno dei locali ha confermato l’attacco chimico. Nell’ospedale locale non è entrato nessun paziente con sintomi di avvelenamento da sostanze tossiche come sarin e cloro. A Duma non ci sono altre strutture mediche. Non è stato trovato nessun corpo e i residenti locali non hanno notizie su possibili luoghi dove potrebbero essere stati seppelliti. Quindi l’utilizzo di sarin o cloro a Duma non può essere confermato.

Ovviamente, nessuno ha dato peso alle sue parole: è russo. E’ cattivo per DNA. La Russia, stato sovrano non omologato all’ideologia “fluida” in voga nell’Occidente neoliberale; sono nemici ideologici, è propaganda. Lo sa bene Roberto Saviano, che come quasi tutti gli intellettuali à la page dell’Occidente contemporaneo è sempre pronto a schierarsi a fianco del vero potere. 

Il “buon” Saviano ha lanciato la solita “viralata” internettiana che tanto piace ai liberali, facendosi immortalare mentre mette le mani alla bocca, in un gesto che vuole richiamare i poveri civili siriani gasati senza apparente motivo (ricordiamo che la guerra è vinta e non c’è motivo di gasare dei civili inermi, peraltro rimasti a lungo ostaggio dei jihadisti) dal crudele “dittatore Assad”. Siamo alla farsa, ma ovviamente tanti personaggi dello spettacolo, soprattutto televisivo, hanno prontamente risposto alla chiamata alle armi del vate del progressismo nostrano, come si vede dalla foto sottostante (notare la presenza dell’inossidabile regina del “politicamente corretto” de noantri, ed esponente di spicco di LeU, Laura Boldrini).

Questo il lungo preambolo. Passiamo all’attualità. Ieri si è discusso, in Parlamento e sulle pagine social dei leader politici, della crisi siriana, e del possibile coinvolgimento italiano. Trump, che vuole punire la Siria, potrebbe infatti utilizzare le basi NATO italiane per lanciare i suoi attacchi. Ricordiamo che questa situazione può trascinare il mondo in una terza guerra mondiale, visto che Russia e Iran hanno già detto che, in caso di attacco, non staranno a guardare.

Conte Paolo Gentiloni Silveri (PD): a nome del governo dimissionario ha perlomeno detto che, essendo appunto dimissionario, non potrà essere lui a decidere l’uso delle basi militari (meno male…!), ma ha emesso una “sentenza”, parlando esplicitamente di “Assad che gasa i suoi cittadini” dando quindi fiato alla notizia non verificata che Saviano e gli altri “progressisti liberal” hanno sponsorizzato con la mossa della mano davanti alla bocca. Non sorprende. I democratici italiani sono la filiale locale dei democratici americani, ossia del clinton-obamismo, promotori della moderna versione della diplomazia delle cannoniere  per diffondere in giro per il mondo il progressismo contemporaneo. Accusare Assad di stragismo – senza prove concrete – riflette un approccio ideologico, anche se questi soggetti si considerano “post-ideologici”. Corti circuiti mentali ormai non sorprendono più. VOTO 4. 

Paolo Romani (Forza Italia): la Storia è strana, a volte le migliori prese di posizione vengono da soggetti inattesi. Il senatore di Forza Italia è stato direttore di Lombardia 7, nota soprattutto per i suoi programmi di Maurizia Paradiso collegati alle chat line erotiche. Il senatore Romani ha però espresso una posizione saggia che riportiamo.

“Il centrodestra alzi la voce sull’assurda minaccia di rappresaglia rispetto al presunto utilizzo di armi chimiche in Siria e chieda al governo di dissociarsi da tali inopportune eventuali azioni. Non è possibile immaginare che Assad, nel momento in cui i ribelli jihadisti di Duma si stanno per arrendere, abbia utilizzato armi chimiche che avrebbero scatenato la reazione internazionale. Oltre a essere inutile sarebbe un’idea stupida. Auspico, pertanto, che il governo si dissoci”.

VOTO 7.

Matteo Salvini (Lega): anche il leader leghista ha espresso biasimo verso l’iniziativa di Trump, usando toni più accesi di Romani e parlando esplicitamente di “fake news” che spingono alla guerra. Salvini ha detto che è assurdo pensare di far parlare i missili e che l’unica soluzione efficace è per via diplomatica. Un tempo, un simile discorso sarebbe stato proferito da un esponente della sinistra. Oggi, lo fa un leghista. Un giornale vicino alla sinistra liberal, l’Huffington Post, lo accusa di “schierarsi con la propaganda russa”: strani tempi quelli in cui ci è capitato di vivere!  VOTO 8+.

Luigi Di Maio (M5S): La posizione del M5S è a metà strada tra quella del conte Gentiloni, che parla apertamente di uso di armi chimiche da parte del governo siriano, e del centrodestra, che lo nega. Il capo politico grillino,ormai abituato all’equilibrismo tattico – anche perché il suo esplicito filoatlantismo, diciamolo, non è unanimemente accettato dentro il suo partito – ha chiesto l’istituzione di commissioni speciali per indagare i fatti di Ghouta (ok, sensato), biasimando la nettezza di Salvini che parla di fake news: Ponzio Pilato reloaded. Forse non si è accorto che, visto il pericolo di guerra mondiale, bisogna uscire dal paludamento di opinioni neutre e schierarsi con decisione da una parte o dall’altra. VOTO 5. 

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