Il reich millenario dei dementi. Appunti sull’orlo dell’abisso.

Riprendo a scrivere su questo blog, che ho colpevolmente abbandonato per oltre un anno, ma c’erano motivi validi per farlo, come l’avvio di un’associazione politico-culturale di nome AlterLab  e altri motivi parimenti validi, come la pubblicazione di un album. Riprendo a scrivere in questo mio spazio nel momento più nero da diversi decenni a questa parte: la crisi politica, economica e sanitaria dovuta al virus Sars-CoV2, volgarmente noto come coronavirus. Non ha senso da parte mia dilungarmi nella descrizione di questa faccenda, vista l’abbondante documentazione che si trova online e la massiccia campagna mediatica (ai limiti del terrorismo psicologico) che ci accompagna da mesi. Mi interessano altri temi, legati al periodo bizzarro e inquietante che stiamo vivendo. Innanzitutto, mi piacerebbe che da questa vicenda uscisse una consapevolezza. Siamo costretti a stare a casa, e stiamo capendo più del solito il valore delle libertà personali, quelle che spesso, per rabbia o per paura, saremmo provocatoriamente pronti a buttare nel cestino per un’illusione di sicurezza: dai clandestini, dai delinquenti, dai virus letali… Ma nulla vale più della libertà personale.

Lo stesso Alexander Dugin, filosofo russo che sta sviluppando la Quarta Teoria Politica in opposizione al liberalismo imperante, nel tracciare la linea di demarcazione tra le teorie politiche del passato e la sua proposta, sostiene che dal liberalismo vale la pena prendere in prestito un valore fondante, quello della libertà dell’uomo nelle sue varie accezioni. Ora che stiamo scoprendo il suo valore, anche in modo istintivo ma non per questo poco apprezzabile (la “pancia” non è un consigliere così stolto come si è soliti pensare), cerchiamo di guardare oltre la maschera di chi sta progettando il nostro futuro: un futuro angosciante, in cui le masse, per paura di morire, verranno costrette a non vivere. Con la scusa del virus (diciamolo), saremo immersi in una dimensione dominata dalla tecnologia di controllo. Avremo apposite applicazioni per smartphone (sempre più un guardiano silenzioso ed implacabile delle nostre vite), vaccinazioni obbligatorie “con microchip” come pensato dalla potentissima fondazione di Bill Gates, pronta a lanciare la ID2020, dei dispositivi che si dissolvono sotto la pelle, rilasciando punti quantici incapsulati i cui schermi possono essere letti per identificare il vaccino che è stato somministrato. Il tutto sotto la bella cappa elettromagnetica del 5G, i cui rischi per la salute sono già stati ampiamente esposti da pletore di esperti.

Ovviamente queste preoccupazioni vengono sminuite e ridicolizzate da chi non riesce a vedere nemmeno il treno che lo sta per investire, abbracciando in toto la narrazione dominante dei media, complici di questo scempio. Nulla può e deve fermare il “progresso”! E’ solo un’emergenza passeggera! Siamo già tracciati, cosa sarà mai questa app per la nostra privacy (davvero una magra consolazione…). Davvero, riesce difficile mantenere la lucidità in questa situazione. La gente continua ad impantanarsi in polemiche sterili che coinvolgono i politici, dal Capo del governo ai leader d’opposizione passando per i singoli parlamentari e governatori locali più in vista, spaccando il capello in quattro per ciò che viene detto e ciò che non viene detto. In pochi si accorgono che la sfida dei prossimi anni è più ampia e coinvolge poteri ben superiori a quelli dei nostri amministratori pubblici (ricordiamoci il loro ruolo, definito dalla Costituzione).

In gioco c’è il destino dell’uomo per come l’abbiamo conosciuto e, probabilmente, l’accelerazione finale compiuta da una parte influente delle élite verso una società transumana, o forse per meglio dire post-umana, in cui l’empatia e la socializzazione verranno depresse il più possibile, trasformandoci definitivamente in quella società di “monadi di consumo” descritta da Diego Fusaro, un mondo in cui saremo soli, sospettosi, cinici, dediti solo al consumo di beni e servizi per riempire lancinanti vuoti interiori e affettivi.

Un mondo che le élite, guidate da folli, dementi, psicopatici, hanno progettato e “curato” per decenni. Una società priva di riferimenti morali autorevoli, visto che, anche grazie a una parte del mondo della cultura, si è portato avanti un deciso attacco ai valori profondi dell’esistenza: il senso di comunità, l’aspirazione al divino, l’esaltazione dell’amore e della virtù contro il baratro del degrado personale e sociale. Si è ridicolizzato il sentimento religioso (e non è necessario essere credenti, ma solo capaci di osservazione imparziale, per rendersene conto), si è accusata la famiglia di ogni nefandezza, si sono costruite teorie politiche farlocche che negano i diritti delle nazioni, accusate anch’esse di essere entità naturalmente maligne e destabilizzanti, a favore dell’umanità in senso astratto. Queste idee hanno permeato non solo il mondo delle élite, plasmando intere generazioni di funzionari, politici, manager e insegnanti, ma anche dei ceti popolari, attraverso la musica pop, il cinema, i centri culturali apparentemente “indipendenti” (pensiamo al libertarismo anarcoide di tanti centri sociali, così vicino, negli obiettivi finali, al globalismo). Siamo in un mondo senza Dio, senza identità nazionali forti, senza una memoria piena del nostro passato. E ora ci troviamo nel pieno di un’emergenza sanitaria che, chi scrive, non vuole assolutamente sminuire, ma solo contestualizzare. 

 

L’uomo “libertario” del XXI secolo, “liberato” da mezzo secolo di massiccia propaganda anti-tutto, si trova solo e spaesato di fronte al rischio concreto di morte prematura. La morte, questa sconosciuta, questa realtà aliena all’uomo che non si fa domande e si limita a produrre e consumare. Ce n’è abbastanza per andare in corto circuito, e accettare supinamente tutto ciò che Gates e gli altri oligarchi ci propineranno: vuoi davvero rischiare di morire di un morbo oscuro e terribile, quando puoi contribuire alla tua sicurezza facendoti chippare?

Io per natura sono ottimista, anche se vacillo paurosamente di fronte a questo abisso che si apre davanti a noi. Adesso è il momento delle scelte. Temo che gran parte delle masse, impoverite nell’animo prima ancora che nel portafogli, si lasceranno sedurre facilmente dalle nuove autorità morali dominanti: gli “scienziati” alla Burioni, fedeli custodi della narrazione mainstream, i tecnocrati, il “governo” teleguidato dai professionisti della comunicazione. Temo anche che buona parte del settore “alternativo”, contro-culturale, della politica “non allineata”, finirà per non capire, o per trovare i soliti bersagli facili nei politici, che sono l’ultima ruota del carro del processo. E si lasceranno condurre da parole d’ordine antiche e superate, inadeguate alla sfida dei tempi che è soprattutto una sfida per la sopravvivenza dell’uomo come lo conosciamo, e per come potrebbe essere (in meglio). Rischiamo di consegnare il mondo a un “reich millenario” di dementi accecati da manie di onnipotenza. Questo è il quadro. Sta a noi svegliarci e prenderne coscienza.

 

 

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