Sulla televisione e i media. Una prospettiva spirituale. Parte 1

Molte scuole spirituali chiedono ai loro membri (almeno inizialmente) di non fare uso della TV, mentre per radio e giornali e un po’ di cinema, non ci sono controindicazioni.
A qualcuno tutto ciò pare assurdo, ma esaminiamolo insieme nei suoi dettagli tecnico-spirituali.

La TV e nella fattispecie il televisore, ha tre funzionalità principali:
1) catturare la nostra attenzione
2) proiettare immagini nostra mente
3) indirizzare verso di noi parole, commenti, interpretazioni, suoni ecc.
Se vi ricordate, ad Arenzano si è parlato proprio dell’attenzione, del ricordare se stessi, e del tempo ( che deve essere utilizzato per una nostra evoluzione….fosse anche solo lavorativa, professionale…)

A tutti noi sarà capitato di sentire frasi del del tipo:”Beh, accendiamo un po’ la TV e sentiamo due notizie”.
Il fatto è che quelli che stanno dall’altra parte dello schermo utilizzano attraverso collaudatissime tecniche persuasive di marketing e di comunicazione, il mezzo televisivo per fare passare i messaggi che sono utili ai loro interessi e non certo utili alla collettività.

Un pasto a base di cervello.

La TV degli anni ’50 ebbe un grande pregio, quello di insegnare e unificare la Lingua Italiana, portando usi e costumi delle varie regioni in ogni casa, oltre ai primi quiz a premi… Non tutti a quell’epoca possedevano un TV e quindi si andava dai vicini a vedere il programma, socializzando. Poi arrivarono gli anni ’60 con gli spettacoli di varietà (Kessler comprese). Negli anni ’70 dopo le prime stragi, la spartizione dei canali era pressoché completata e le tribune elettorali erano soporiferi ad altissima concentrazione. Il resto è storia più conosciuta: Arrivo del cavaliere con le prime TV commerciali condite con gambe, tette e culi. Gli Italiani si sentivano “liberi” mentre invece i lacci della distrazione di massa  si facevano sempre più stretti. Il potere mondialista si impadroniva sempre più dell’anima delle persone, risucchiandole nel televisore…

I protagonisti originali dell’epopea televisiva berlusconiana.

Oggi la situazione è peggiorata in quanto non c’è più alcuna spartizione dei canali, ma esiste solo un pensiero unico che vomita menzogne ripetendole all’infinito sino a renderle credibili… Ecco perché ci vorrebbe un consiglio (gruppo) dei Saggi (Saggi e non Unione Europea), a vegliare sui mezzi di comunicazione, Giornali e Web.

A proposito della rete o web, essa è l’ultima nata, ma più “pericolosa” sotto altri aspetti:
1) ti fa sentire libero di esprimerti (come se fosse una TV interattiva)
2) non lo sai, ma lasci traccia di dove sei, cosa hai scritto e chi sono i tuoi parenti ed amici…
3) qui le notizie vengono “preparate e impacchettate” ed il nastro trasportatore sei tu, con i tuoi Like e con le tue condivisioni.
Ben venga Marcello Foa, ma servirà anche una presa di coscienza da parte di un gran numero di persone ben sveglie per utilizzare al meglio le potenzialità anche di questo mezzo di comunicazione. Le Scuole di pensiero Spirituali, sanno benissimo che ogni volta in cui accendiamo lo smartphone o la TV noi spegniamo l’anima.
(continua)

Ruggero Lopez

Precedente Crolla il ponte, muore una città, cade un sistema. Successivo C'eravamo tanto amati. Tra incel e coppie scoppiate.